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Quell’approccio alle informazioni che serve ad entrare nella pancia del mercato…..

È possibile ed utile definire un modello di valutazione dell’attendibilità delle informazioni di mercato? 

Si certamente.

Il primo elemento da considerare è che il nostro obiettivo informativo è di arrivare ad ottenere:

  • una verità sul comportamento dei nostri clienti e concorrenti, un quadro dunque privo di informazioni non corrette…di rumore si direbbe in statistica
  • una profondità di informazioni tale da consentirci di coprire il nostro fabbisogno di informazioni specifiche, di nicchia..quelle che servono per attuare la nostra strategia e la nostra tattica di mercato e non per osservare semplicemente come vanno le cose

L’insighting di mercato è dunque l’obiettivo che si nasconde dietro il concetto di qualità delle informazioni.

In questo caso insighting significa entrare nella pancia, viscere del mercato.

Per il raggiungimento di questo obiettivo, in un possibile modello di valutazione delle informazioni, ci sono due elementi da tenere presenti:

  • La reciproca coerenza delle informazioni raccolte
  • L’eterogeneità delle fonti da cui traiamo i nostri insight

Li spiego entrambi questi concetti.

Per coerenza delle informazioni intendo un risultato della mia ricerca che abbia una forte coesione tra i singoli elementi del mio puzzle informativo.  La ridondanza delle informazioni è in questo caso un fattore positivo, quando inizio ad avere ridondanza significa che sto arrivando ad una verità sul mercato, che ho eliminato elementi che non sono veritieri in quanto non in linea con il resto della raccolta.

Occorre in altre parole, lasciare perdere il bianco ed il nero e trovare un’area grigia di coerenza e verità.

Eterogeneità è un concetto meno immediato. Spiego. Significa guardare il mercato da più punti di vista attraverso fonti che hanno un punto di osservazione e un vissuto diverso. L’eterogeneità delle fonti aiuta a cogliere delle sfumature sul mercato, a creare delle connessioni, a trarre delle valutazioni che non avrei nel caso il punto di vista fosse sempre lo stesso.

La combinazione di questi due elementi, coerenza delle informazioni ed eterogeneità delle fonti, ha come primo risultato il raggiungimento dell’insighting di mercato desiderato.

C’è un altro tema che gioca a favore della massimizzazione nostro obiettivo: il profilo di chi ci da informazioni.

Le fonti dell’intelligence sono persone con vissuto di un settore, o di una situazione particolare all’interno dello stesso. Più i nostri insider hanno un vissuto specifico, duraturo, recente, oggettivo e dunque scevro da emozioni od opinioni personali più possiamo entrare dentro la pancia del mercato e spingere in altro la nostra attività di insighting.

C’è infine un ulteriore elemento importante, ovvero la produttività di un’attività di analisi.

Prima troviamo coerenza tra le informazioni, prima siamo sicuri della veridicità del nostro quadro informativo.

Più abbiamo eterogeneità di fonti, prima possiamo cogliere sfumature di mercato che altrimenti non avremmo.

In altre parole dal mio punto di vista, niente elaborazioni infinite di Big Data per fare strategia. Troppo lungo e dispendioso in un mercato incerto, con scenari in cambiamento continuo dove l’obsolescenza delle informazioni è sempre più significativa.